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Vini da regalare a Natale: come sceglierli

Al Convivio · Oggiono (LC) · 5 minuti di lettura

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Regalare una bottiglia sembra la scelta facile, ed è proprio per questo che finisce male tanto spesso. Ecco come ragioniamo noi, con i nomi delle etichette che teniamo in carta.

Un vino da regalare non è un vino da bere

Quando comprate per voi contano i vostri gusti. Quando regalate contano quelli di un altro, che spesso non conoscete, e conta anche il momento in cui la bottiglia verrà aperta: una cena in venti persone, un pranzo di famiglia, una serata in due.

Da qui viene l’errore più comune, cioè regalare quello che piace a noi. Il secondo errore è regalare qualcosa di troppo tecnico a chi beve poco: un vino che chiede attenzione, davanti a chi non gliela vuole dare, resta chiuso in cantina per anni.

Le tre domande da farsi prima di scegliere

La prima: la bottiglia verrà aperta subito o messa via? Se viene aperta a Natale serve qualcosa di pronto, non un vino che dà il meglio tra cinque anni.

La seconda: chi la riceve beve spesso? A chi beve poco conviene regalare qualcosa di immediato e riconoscibile; a chi beve molto conviene invece cercare la cosa che non ha già.

La terza: quanto è importante che si veda da dove viene? Un vino del posto racconta qualcosa in più di un’etichetta famosa, e in molti casi è il regalo che viene ricordato. Sul metodo generale abbiamo scritto una guida a come scegliere il vino in enoteca.

Se non conoscete i gusti: partite dalle bollicine

Una bollicina metodo classico mette d’accordo quasi tutti e non obbliga chi la riceve a trovare l’occasione giusta: va bene per un brindisi come per una cena intera.

In carta i quattro Trento DOC di Madonna delle Vittorie coprono tutte le esigenze: il Brut Millesimato è il più facile da regalare, la Riserva Extra Brut 2018 è quella per chi se ne intende, il Dosaggio Zero per chi vuole secco davvero. Se preferite la Franciacorta, il Satèn e il Pas Dosé di Conte di Provaglio sono due strade diverse: il primo morbido, il secondo dritto.

Per il Prosecco vale la pena salire di un gradino e prendere un Superiore DOCG: le Rive di Collalto di Borgoluce, Extra Dry o Extra Brut, o il Sui Lieviti che è un’altra cosa rispetto al Prosecco che tutti hanno in mente. E se il regalo deve essere uno Champagne, i tre Dom Caudron in carta sono tutti Pinot Meunier. La differenza tra i due mondi la spieghiamo in questo articolo.

Se il regalo deve parlare di qui

Il vino che nasce più vicino di tutti, nella nostra carta, è il Locotocco: IGT Terre Lariane, cioè le colline sopra il lago. Ci sono un bianco, un rosso e tre metodo classico, tra cui un Pas Dosé e un Rosato Brut Millesimato.

È il regalo che funziona meglio con chi non è di qui, o con chi lavora con voi e viene da fuori: è una bottiglia che si spiega da sola e che nessuno ha già in casa. Ne abbiamo parlato più a fondo nell’articolo sui vini del Lario e della Brianza.

Se volete fare colpo: un Barolo, ma non uno qualsiasi

Gli otto vini piemontesi in carta sono tutti di Giovanni Rosso, e sono la parte da regalo per eccellenza. Il Barolo DOCG è il classico che non sbaglia; sopra ci sono le menzioni geografiche, cioè i cru: Serra e Cerretta, e l’Ester Canale Rosso da Vignarionda, che è il nome che fa alzare il sopracciglio a chi capisce.

Se chi riceve non ha voglia di aspettare, il Langhe Nebbiolo dello stesso produttore dà la stessa impronta con meno pazienza. E per chi ha già tutto c’è una carta strana da giocare: l’Etna Rosso da Nerello Mascalese, sempre di Giovanni Rosso, un piemontese che fa vino in Sicilia.

Sui bianchi importanti la scelta è più corta ma buona: il Roero Arneis, I Sistri di Fèlsina che è uno Chardonnay toscano, e il Verdicchio Villa Torre di Tavignano. Per un rosso classico, il Chianti Classico Berardenga di Fèlsina.

Regali aziendali: meglio una linea sola

Per i regali di lavoro il problema non è scegliere bene una bottiglia, è sceglierne una che regga la ripetizione. Trenta persone che ricevono trenta cose diverse notano la differenza, e qualcuno si sente trattato peggio degli altri.

Meglio scegliere una linea sola e curarla: stessa etichetta, stessa presentazione, eventualmente due fasce se le occasioni sono davvero diverse. Per gli ordini di gruppo serve un po’ di anticipo, perché certe etichette arrivano su richiesta e a dicembre i tempi si allungano per tutti. Scriveteci con qualche settimana di margine. Prezzi, sconto sull’asporto e ordini sono spiegati nella pagina della nostra enoteca. Se il regalo arriva insieme alla serata di Natale dell’ufficio, qui spieghiamo come organizzare la cena aziendale.

AL CONVIVIO

Vi aiutiamo a scegliere

Cinquantacinque etichette in carta, otto zone, e qualcuno dietro il banco che le ha bevute tutte.
Siamo in Via Papa Giovanni XXIII 12, a Oggiono.